oggi ho recuperato quel dannato compito.Tre domande, due penso di aver risposto in maniera abbastanza esauriente, la terza uno scempio...non mi ricordavo niente.e vabè.
Adesso se venerdì riesco a saldare il conto in sospeso con quell'altro matto e settimana prossima riesco a dare anche l'altro scritto...bè, potrei ritenermi abbastanza felice.
sempre senza sbilanciarmi...
spippolando su internet l'ho trovato, e mi sono resa conto che è già praticamente passato un anno...
chissà se lui ci ripensa ogni tanto a quel weekend passato insieme.
Cosa avrà realmente significato per lui?
Secondo me che io ci fossi o no non era per lui fondamentale, preso com'è sempre stato da sè stesso, dai suoi ritmi, dai suoi progetti, dal suo non fermarsi mai.
Non è che gli avrò dato fastidio, ma sarò stata una cosa del tipo che se ce l'hai bene ma se non ce l'hai va bene uguale.
Io ricordo con piacere quei tre giorni, sono stata contenta, ma lui si meritava la mia presenza?
Si è mai meritato realmente tutta la dedizione e l'amore che gli ho voluto dare ciecamente (o scioccamente?) per due anni senza avere praticamente niente da parte sua?
Non la so la risposta, e qualunque essa sia a lui io non faccio nessuna colpa.
Sono arrivata al punto che neanche mi fa male rendermi conto che forse ho buttato due anni al vento, sono svuotata.
Non triste, non arrabbiata...semplicemente svuotata.Incapace di donarmi a qualcuno, incapace di capire se una persona mi piace veramente o se sono solo affetta da carenza affettiva.Non mi riesce più di capirlo.
Il biglietto del treno, i conti del ristorante, il diario di viaggio, gli scontrini di quel weekend...stanno tutti dentro una busta che ho sigillato il giorno in cui sono tornata e che non ho mai più aperto.
Mi ero ripromessa di farlo solo se fossi riuscita a portare a termine un certo obiettivo...
...ma questa è un'altra storia.
mi sento una merda
mi sento una merda
mi sento una merda
Che bellezza, si fa per dire, il mio blog che finalmente torna ad essere come deve essere, la messa nero su bianco di tutto ciò che non va in me.
Il blog di una persona che non è mai contenta di sè e di quello che fa, una persona che ha sempre l'ansia, che non sa distinguere il bene dal male, l'amore dall'infatuazione, che non sa raggiungere con le sue gambe un obiettivo, che non sa fare una scelta consapevole ma soprattutto autonoma, che non sa essere coerente, che sente come un macigno il peso delle parole e delle aspettative altrui, una persona che non vuole deludere gli altri anche a costo di mentire, una persona che non sa dire basta, che ha paura dei legami, che vuole sentirsi libera ma che alla fine è tutta un vincolo, una persona che vuole viaggiare ma che alla fine riesce a viaggiare solo di cervello...
Dopo una settimana di malattia, ecco che non faccio a tempo a riprendermi e come un macigno mi piombano addosso tutte le incombenze dell'università.
Io non ce la faccio a vivere così, a non studiare perchè ho l'ansia o perchè ho la mente ingombra o perchè non ho tempo, a dovermi destreggiare fra duemila impegni senza i quali mi sentirei persa...
boh
non sono in pari con gli esami-non sono in pari con gli esami-non sono in pari con gli esami
Il focus della questione è che non riesco a dirlo ai miei ai quali quindi sto continuando a raccontare balle su balle.
Cosa vorrei dirgli?
Che per i tempi con cui è concepita questa assurda università mantenermi in pari significherebbe alienarmi dal mondo e dedicarmi solo allo studio cosa che non ritengo giusta verso me stessa ed i miei interessi.Che qualora anche io lo facessi i tempi che la facoltà mi impone non sono quelli necessari ad interiorizzare la valanga di nozioni che prof su prof mi vomitano addosso ogni giorno, indi per cui uscirei da quelle mura come una perfetta incompetente.
Perchè non ci riesco?
In primis io con i miei ho difficoltà a parlare a cuore aperto di qualsiasi cosa, figuriamoci questa.Inoltre è difficilino spiegare che ho bisogno dei miei tempi a qualcuno che paga 1600 euro di tasse l'anno per mantenermi agli studi.Così come diventa difficile dire a mia mamma che voglio "imparare con lentezza" quando lei a suo tempo si è fatta tutta medicina nel tempo previsto, stando felice e contenta in collegio dalle suore e laureandosi col massimo dei voti con la convinzione che è così che si deve fare l'università.
Insomma, un pò schiacciata dalle loro aspettative, un pò per paura di non riuscire a sostenere le mie ragioni, un pò preoccupata dalle rotture di palle che potrebbero arrivare a raffica su di me, non so che devo fare...
help...
le guance vanno a fuoco mentre il resto del corpo trema per il freddo...
tre giorni che la febbre non attacca a scendere sotto i 38emezzo, il raffreddore mi impedisce di tirare aria dal naso, allora respiro con la bocca e inizio a tossire.
Tutto ciò che mangio lo sento galleggiare nello stomaco...
ed è incredibile come in questi attimi di puro delirio in cui scrivere tenendo aperto un occhio soltanto sembra una impresa titanica, io pensi al mio caro TZN.
che non mi caa
fra parentesi!
love
è venerdì sera e io sono rimasta a casa per tanti motivi, di cui quello che sottende gli altri è che non mi andava di uscì...ma vaaaa???
Poi non so come mai ma sul blog mi viene sempre da parlare di scemenze...cioè, passo le mie giornate a tribolare mentalmente qualsiasi cosa io faccia, e a pormi i quesiti più astrusi dal cosa-ci-faccio-io-qui-? all'andamento del prodotto interno lordo (scherzo eh...) per finire a che-ne-sarà-di-me?
Insomma, ore ed ore di infinite pippe mentali ogni santo giorno che ci potrei scrivere un'enciclopedia più grande della treccani, e poi arrivo qui a tirare fuori il mio lato demenziale!!
Ma io ci sono o ci faccio?o magari entrambe le cose??
Trascorrono i giorni ed io sono presa da un miliardo di cose, arrivo al venerdì non riuscendo a capacitarmi di come un'altra settimana sia volata, e così quando ho qualche attimo di tranquillità mi capita di pensare a quell'unica cosa che in questo periodo non sto lasciando entrare nella mia vita...l'amourrrrrrr 
O meglio, non ce la sto facendo entrare da un punto di vista pratico, perchè poi si sa com'è, la mente galoppa....e galoppa che ti galoppa torno indietro all'estate passata, durante la quale ho conosciuto e frequentato una delle persone più contorte che io abbia mai incontrato.
In particolare mi sono rimasti impressi il giorno in cui ci siamo incontrati per la prima volta da soli (o meglio, il giorno in cui l'ho praticamente costretto a fare una interminabile passeggiata nel verde con me
) e quella sera assurda al Macchia, in un contesto più mostro che mostro non si poteva, in cui ero offuscata dall'alcol ma non abbastanza da non riuscire ad imprimermi nella mente quella conversazione seduti vicino al fiume in cui lui per la prima volta si è un pò aperto con me.
Due momenti che si potrebbero definire come l'inizio e la fine di una cosa che in realtà non ha mai avuto molto senso...ma del resto perchè ostinarsi a voler incanalare ogni esperienza fra dei binari?
Comunque, ad oggi la verità è che non ho mai capito quanto lui realmente mi piace.
Bona
che dire...oggi è domenica, il sole splende, le tartarughe vagano per il giardino, ed io devo stare a casa a studiare...D'OH!!
Sarei tentata di fare una passeggiatina digestiva per la vicina campagna, tuttavia alla fatica insormontabile che ciò comporterebbe, si aggiunge il fatto che la mia salute mi lascia perplessa...ebbene si, dopo un inverno di tropicale benessere, forse anche io sto prendendo la mia dose di influenza stagionale.
Ecco i sintomi:
1) apparato gastrointestinale turbato nonostante l'ultima serata alcol&fumo si sia conclusa più di 24 ore fa
2) mal di testa di un'intensità "sento non sento" che fa da sottofondo al mio weekend
Che palle!
Ieri vagavo sul blog della mia cugina
ed ho visto le foto dei suoi amici e del liceo...questo ha scatenato in me un tripudio di emozioni contrastanti, un misto fra nostalgia dei bei tempi andati e consapevolezza che quei tempi in realtà sono stati tutt'altro che belli!E' un pò quello che mi succede quando guardo i telefilm adolescenziali, o quando leggo un libro di Moccia (ebbene sì...ci sono cascata anch'io!)...
Vabè, la verità è che certe sensazioni non hanno età, e forse riesco a viverle in maniera molto più spensierata adesso che ho 21anni piuttosto che quando ne avevo 15 o 16 ed ero in paranoia perenne...
besos
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